Produttore globale di bevande azzera i rischi di produzione grazie a un rifacimento pavimento in tempi record

 

Prodotti Utilizzati: Stonset TG6 - Stonclad UR - Stonclad UT Light 
Area di Applicazion: Sala Sciroppi

 

Nei siti industriali a ciclo continuo, i blocchi operativi raramente dipendono dai macchinari di processo; più spesso derivano da infrastrutture trascurate che causano fermi impianto. Nello stabilimento ungherese di un produttore di bevande, il deterioramento della pavimentazione nella sala sciroppi ha compromesso l'igiene, la sicurezza e la continuità dell'attività. Maggiori dettagli sulla gestione delle pavimentazioni industriali sono disponibili presso le aziende specializzate del settore.

 

A questo punto, il problema superava la dimensione prettamente tecnica, configurandosi come un rischio operativo intrinseco all'ambiente di processo. Dal punto di vista del management, questo scenario imponeva il passaggio da una logica di manutenzione reattiva a una strategia proattiva di mitigazione del rischio, in cui il deterioramento dell'infrastruttura viene trattato come una minaccia sistemica e non come un difetto isolato. La risposta richiedeva quindi ben più di una semplice riparazione: era necessario eliminare una vulnerabilità critica azzerando l'impatto sui flussi produttivi.

 

Sfide e Requisiti del Cliente

Dopo oltre 25 anni di esercizio, la pavimentazione della sala sciroppi mostrava un evidente cedimento strutturale, aggravato da stratificazioni di resine e malte cementizie applicate nel tempo. Tale sistema a strati occultava il degrado profondo senza risolverlo, rendendo necessario un intervento strutturale decisivo.

 

Questa situazione ha innescato una convergenza di rischi critici: infiltrazioni d'acqua che acceleravano il degrado del sottofondo, delaminazioni che compromettevano la capacità portante della soletta, perdita di conformità igienico-sanitaria (EHS) e una pericolosa esposizione a fermi macchina non pianificati. Sotto il profilo operativo, questo scenario rappresentava un accumulo latente di modalità di guasto, in cui i palliativi a breve termine non facevano che aumentare la vulnerabilità strutturale nel lungo periodo.

 

Qualsiasi fermo prolungato avrebbe generato ripercussioni operative e finanziarie immediate: per questo il vero vincolo non era solo la performance tecnica, ma la continuità assoluta del cantiere. Il cliente esigeva un sistema idoneo al contatto alimentare capace di ripristinare l'integrità strutturale, resistere ad aggressioni chimiche, sollecitazioni meccaniche e cicli di lavaggio CIP (Clean-In-Place), garantendo al contempo la massima sicurezza sul lavoro. Eseguire l'applicazione in un ambiente in piena attività e azzerare i successivi interventi di manutenzione ricorrenti erano requisiti imprescindibili.

 

 

Soluzione

Stonhard ha implementato un sistema completo in resina multistrato, rimuovendo ogni traccia di materiale compromesso e ricostruendo la pavimentazione a partire da un supporto solido e stabile. Questo approccio riflette appieno i principi dell'ingegneria dell'affidabilità, mirata a eradicare le cause alla radice del problema anziché tamponarle con interventi ripetuti.

 

'L'intervento ha previsto la rimozione del sottofondo instabile e l'applicazione di un sistema integrato di 420 m², composto da strati successivi di malta, rasatura e sigillante. Il ripristino dell'integrità strutturale è stato eseguito con la malta poliuretanica Stonset TG6, mentre Stonclad UR è stato impiegato per la realizzazione delle sgusce di raccordo monolitiche parete-pavimento. La finitura superficiale è stata completata con Stonclad UT in versione Light Texture, creando una superficie finale leggermente texturizzata che assicura massima durabilità e resistenza allo scivolamento. Ogni strato del sistema possiede proprietà batteriostatiche, garantendo la totale conformità ai rigidi standard igienico-sanitari.

 

L'esecuzione dei lavori in costanza di esercizio ha richiesto una strategia di posa per fasi. La sala sciroppi è stata divisa in due comparti, consentendo la continuità produttiva dello stabilimento durante le operazioni di installazione. Sebbene questo approccio abbia azzerato i fermi impianto, la soluzione ha introdotto notevoli complessità logistiche, richiedendo un coordinamento rigoroso e un monitoraggio ambientale per eliminare i rischi di contaminazione incrociata. L'impiego di barriere di contenimento con tende in film plastico è stato fondamentale per isolare le aree, preservando sia i flussi industriali sia la perfetta polimerizzazione delle resine.

 

Il risultato non è un semplice rifacimento estetico, ma lo sradicamento di una vulnerabilità strutturale all'interno di un'area di processo critica. L'impianto ha azzerato i fermi produttivi durante le lavorazioni, incrementando l'affidabilità dei flussi e l'efficacia del controllo bioclimatico. Il sistema garantisce un ciclo di vita utile notevolmente esteso, riducendo drasticamente la frequenza delle manutenzioni future e innalzando gli standard di sicurezza e igiene in costanza di esercizio.

 

Da una prospettiva strategica, questo intervento dimostra il valore del passaggio da una manutenzione reattiva a una resilienza ingegnerizzata. Eliminando la causa originaria del guasto, l’azienda ha ridotto sia i costi di manutenzione diretti sia quelli occulti associati all’esposizione al rischio operativo.

 


Risultato

Questo progetto illustra una visione operativa più ampia: nei contesti a produzione continua, l’infrastruttura deve essere gestita come un asset strategico e non come un mero costo di manutenzione. Affrontare le anomalie alla fonte, anziché tamponarne ciclicamente i sintomi, permette alle aziende di azzerare i rischi, elevare l'affidabilità e massimizzare le prestazioni a lungo termine.

 

Il caso dimostra che gli interventi più efficaci eliminano il rischio sistemico azzerando l'impatto sull'operatività: questo richiede una transizione definitiva dalla risoluzione reattiva dei problemi alla resilienza dell'intero sistema produttivo.

 

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